L’evoluzione dell’accessibilità

agosto 28, 2008 by Andrea  
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La WAI ( web accessibility initiative) enuncia: per accessibilità web si indica la capacità di un sito web di essere acceduto efficacemente (alla sua interfaccia e al suo contenuto) da utenti diversi in differenti contesti.

Rendere un sito web accessibile significa permettere l’accesso all’informazione contenuta nel sito anche a persone con disabilità fisiche di diverso tipo e a chi dispone di strumenti hardware e software limitati.

Il 9 gennaio 2004 il ministro per l’innovazione e le tecnologie sottoscrive la legge 04/2004 dove vengono nomenclate le disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili per gli strumenti informatici.

Tale legge deve essere applicata a tutte le Pubbliche Amministrazioni ed Enti, in modo da favorire la fruizione di risorse informatiche ai soggetti disabili.

I contesti sono da individuarsi nei sistemi informatici Hardware come computer, server, client e cosi via, ma anche nei sistemi software, sistemi operativi, programmi applicativi e ovviamente al sito web istituzionale.

Si dice che la legge non ammette ignoranza, e si dice anche che le leggi sono uguali per tutti,  bisogna seguirle altrimenti si rischia……. 

…. ma in questo caso cosa si rischia???

Per l’attuazione della legge ogni amministrazione pubblica centrale nomina un responsabile dell’accessibilità informatica da individuare tra il personale con qualifica dirigenziale, Ai sensi dell’art. 7 comma 1 lettera b l. 04/2004 la presidenza del Consiglio dei ministri avvalendosi del CNIPA previa comunicazione inviata all’amministrazione statale interessata, verifica il mantenimento dei requisiti di accessibilità dei siti e servizi forniti.

Il sito in questione, mediante un’autocertificazione, viene iscritto nei registri del CNIPA, a questo sito viene assegnato un bollino che identifica la corretta stesura in base alle normative di legge.

Il tutto previa verifica da parte degli organi competenti, come già citato; nel caso in cui non si raggiungano i requisiti richiesti, la pubblica amministrazione rischierebbe solamente di una responsabilità disciplinare e dirigenziale nei confronti dell’incaricato all’accessibilità.

Nel Marzo 2007 Roberto Scano della IWA Italia scrive un articolo su INTERNET MAGAZINE, dove identifica solo 4 siti web meritevoli del bollino fantomatico rispetto ai 70 certificati … e gli altri?

La lista dei siti web certificati continua a crescere, ma della qualità dei primi 4 non solo non se ne è più parlato, ma non sono serviti di esempio per modellare nuovi siti, in modo da renderli sempre più accessibili, e di sanzioni amministrative non se ne è mai sentito parlare.

L’accessibilità in molti casi viene quasi vista come una leggenda metropolitana, ma tanto leggenda non è, basterebbe utilizzare un semplicissimo Screen Reader, tapparsi gli occhi e provare a navigare il web.

Farini Andrea